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La Plusdotazione – La guida completa

  • DSA e ADHD

Dare una definizione a tale condizione è ancora complesso: è da metà degli anni ’20 che si tenta di delineare con precisione il profilo di tali persone.

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Cos’è la plusdotazione?

Attualmente ci si riferisce alla plusdotazione con una concezione di tipo multicomponenziale, comprensiva cioè di diversi aspetti che implicano creatività, motivazione, leadership ma anche precocità, velocità e variabilità nell’apprendere.

Come si individua?

Ci sono molte caratteristiche comuni sul piano cognitivo-comportamentale ed emotivo tra individui con plusdotazione; pertanto, esistono dei parametri oggettivi per identificare e distinguere qualitativamente i diversi tipi di intelligenza.

In Italia si misura il QI (quoziente intellettivo) soprattutto con la scala WISC V da cui emerge che il 2,14% della popolazione ha un QI superiore a 130. Va considerato che il range di cognitivo nella media è 85-115.

È sufficiente il QI?

Secondo la teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner esistono nove tipi di intelligenze diverse.

Questo significa che una persona con QI nella media può sperimentare delle funzioni cognitive maggiori in un ambito piuttosto che in un altro.

L’intelligenza dell’individuo gifted, tuttavia, è maggiore ma anche qualitativamente diversa dal pari.

Quali sono le caratteristiche comuni dei bambini gifted?

La popolazione gifted è molto eterogenea anche se ci sono delle caratteristiche cognitivo-comportamentali ed emotive condivise.

Va sottolineato che sono soltanto degli indicatori e che non è detto che si presentino tutte, contemporaneamente e/o con la stessa intensità:

    • Buone abilità di problem solving, ragionamento astratto, lessico forbito ma anche facilità nella perdita di interesse in un’attività se non opportunamente coinvolti;
    • Il pensiero divergente: i bambini gifted non hanno un modello di ragionamento causa-effetto ma individuano connessioni non convenzionali seppur con logica;
    • Spiccato senso dell’umorismo, perfezionismo e ipercritica nei confronti degli altri e soprattutto di se stessi;
    • Alti livelli di energia: in media i bambini gifted hanno livelli di energia più alti dei loro pari. Ma attenzione, non va confusa questa caratteristica con la diagnosi di ADHD (Disturbo da deficit di attenzione e/o iperattività) considerando anche che non hanno bisogno di gratificazione immediata per mostrare impegno.

Ma i gifted vanno bene a scuola?

Avere un QI sopra la media non garantisce un alto rendimento scolastico, anzi.

Spesso, i bambini gifted mostrano un elevato insuccesso accademico a causa di incapacità di autoregolazione, organizzazione e per la noia che sperimentano in aula.

In alcuni casi, il bambino volutamente propone delle prestazioni inferiori alle proprie capacità per non sentirsi “speciale” e per adattarsi al livello della classe; in altri va considerata la comorbidità con altri disturbi (DSA, ADHD, DOP) la quale comporta un livello di apprendimento basso nonostante le spiccate funzionalità cognitive.

Va comunque considerato che la nota MIUR n. 562 del 3 aprile 2019 riconosce i bambini gifted come alunni con BES (Bisogni educativi speciali).

Conclusione

Come abbiamo visto, l’iperdotazione cognitiva può portare facilmente a stati di noia e frustrazione e infatti non è raro che un bambino gifted abbandoni il percorso di studi.

È pertanto fondamentale indirizzare il percorso scolastico verso una personalizzazione del piano didattico e che la famiglia, magari attraverso il parent training, impari a gestire l’intelligenza del ragazzo attuando strategie di stimolazione in ogni ambito, tra cui quello scolastico e nella gestione dei compiti a casa.

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