Differenza tra diagnosi e certificazioni
Prima di addentrarci nella lettura della diagnosi, è essenziale capire la differenza tra diagnosi e certificazione.
Come spiegato nel nostro articolo X, la diagnosi è un documento clinico redatto da professionisti come psicologi o neuropsichiatri infantili.
Essa descrive le caratteristiche specifiche del bambino, indicando eventuali difficoltà cognitive, comportamentali o di apprendimento.
La certificazione, invece, è un atto formale rilasciato da un ente pubblico, come l’ASL, che riconosce la condizione del bambino ai fini del supporto scolastico.
Mentre la diagnosi serve a identificare le difficoltà del bambino, la certificazione attiva legalmente i diritti a interventi specifici, come l’elaborazione di un Piano Educativo Individualizzato (PEI) o un Piano Didattico Personalizzato (PDP).
Tanti tipi di diagnosi
È importante sottolineare che esistono diversi tipi di diagnosi, ognuna delle quali si concentra su aspetti specifici del comportamento e delle capacità del paziente.
Ad esempio, una diagnosi di DSA si focalizzerà principalmente sulle abilità di lettura, scrittura e calcolo, mentre una diagnosi di ADHD si concentrerà sull’attenzione e sul comportamento.
Ogni diagnosi contiene indicatori e punteggi che possono sembrare complessi, ma che sono essenziali per comprendere le specifiche necessità del bambino.
Le parti della diagnosi
Una diagnosi per BES è suddivisa in diverse sezioni, ciascuna delle quali fornisce informazioni cruciali per identificare le aree in cui il bambino necessita di supporto.
Il cognitivo e la WISC IV
Nella prima sezione, troviamo la parte cognitiva che valuta le capacità intellettive, spesso attraverso la WISC IV (Wechsler Intelligence Scale for Children) se il minore ha tra i 6 e i 16 anni e 11 mesi.
La WISC esamina la comprensione verbale, il ragionamento percettivo, la memoria di lavoro e la velocità di elaborazione.
Ogni area è valutata con un punteggio che aiuta a identificare i punti di forza e le aree di difficoltà del bambino.
Ad esempio, un punteggio basso nella memoria di lavoro potrebbe indicare difficoltà nel seguire istruzioni complesse o nel mantenere l’attenzione su un compito.
Gli apprendimenti
Questa sezione della diagnosi, solitamente specifica per i DSA, si focalizza sulle abilità di apprendimento del bambino, come la lettura, la scrittura e il calcolo.
Test specifici valutano le competenze nelle varie aree, permettendo di identificare difficoltà come la dislessia (difficoltà nella lettura), la disgrafia (difficoltà nel tratto grafico), la disortografia (difficoltà nella scrittura) o la discalculia (difficoltà nel calcolo).
Altre batterie per ADHD/comportamentali
Per coloro che presentano difficoltà comportamentali o sospetti di ADHD, la diagnosi può includere test specifici come la Conners’ Rating Scale o il Test di Stroop. Questi strumenti valutano aspetti come l’attenzione, l’iperattività e l’impulsività, offrendo una panoramica dettagliata del comportamento del bambino in diversi contesti.
Ovviamente ci sono diverse batterie anche per analizzare casi specifici con propri indicatori come:
- Ansia;
- Depressione;
- Disturbi del Comportamento (come il Disturbo Oppositivo Provocatorio).
Richiesta di intervento e richiesta di intervento immediato
Come anticipato, ogni sezione della diagnosi è divisa in esercizi e test che riportano dei punteggi o delle scale.
Il calcolo dei punteggi rilevati dalle scale è minuzioso e tiene in considerazione moltissimi fattori, ma a voi genitori preme far attenzione principalmente a queste due indicazioni:
- Richiesta di Attenzione (RA): in questo caso, i valori sono leggermente sotto la norma ma non si è in presenza di un deficit, perciò sono state riscontrate delle difficoltà per le quali solitamente si consiglia un potenziamento specifico per poter recuperare le lacune e rafforzare procedimenti o elementi che risultano deboli;
- Richiesta di Intervento immediato (RII): in questo caso, il deficit è clinicamente rilevante, le difficoltà riscontrate sono profonde e viene richiesto un professionista competente (logopedista, psicologo, tutor didattico…)
Consigli
- La parola chiave è “collaborazione”: Dopo aver ricevuto la diagnosi, è importante collaborare strettamente con gli insegnanti, gli psicologi, logopedisti, tutor e altri professionisti per sviluppare un piano di intervento efficace.
- Domandare, domandare, domandare!: Non esitate a chiedere spiegazioni ai professionisti sui termini tecnici o sui punteggi che non comprendete. Una comprensione chiara della diagnosi è essenziale per poter aiutare i vostri figli nel modo migliore.
- Presenza, costanza e dialogo: soprattutto con la scuola, è necessario instaurare un rapporto di fiducia e dialogo reciproco, esplicitando cosa è stato riscontrato e seguire i minori in tutto il percorso scolastico: partecipate agli incontri con gli insegnanti, leggete bene il PDP o il PEI prima di apporre la vostra firma, chiedete spiegazioni e soprattutto verificate che i vostri figli vivano senza disagio (per quanto possibile) il disturbo.
- Non perfezione, ma miglioramenti: nessuno è perfetto, nessuno eccelle in ogni materia. Per chi ha un disturbo di qualsiasi tipo, sentirsi soddisfatto di un proprio lavoro, della propria carriera scolastica o semplicemente di un progetto in gruppo non è sempre facile. Spronate i vostri figli al loro meglio, non all’eccellenza!
- Pazienza e tanto amore: Ricordate che il supporto emotivo è altrettanto importante. Incoraggiate e sostenete i vostri figli, aiutandoli a sviluppare autostima e fiducia nelle proprie capacità senza concentrarsi solo ed esclusivamente sulle difficoltà.
Conclusione
Comprendere una diagnosi di Bisogni Educativi Speciali è il primo passo per garantire al proprio figlio il supporto necessario.
Distinguere tra diagnosi e certificazione, comprendere le diverse parti della diagnosi, e sapere come richiedere un intervento scolastico sono aspetti cruciali per i genitori.
Seguendo i consigli qui proposti e mantenendo una collaborazione stretta con la scuola e i professionisti, i genitori possono aiutare il proprio bambino a navigare con successo il percorso educativo, favorendo così il suo sviluppo scolastico ed emotivo.











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